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festival corpi urbani ‘11

hanno danzato dove

"Ho teso delle corde da campanile a campanile, delle ghirlande da finestra a finestra, delle catene d'oro da stella a stella, e danzo"
(Arthur Rimbaud, Illuminations)

Sono molte le corde tese e le relazioni create in questi anni di lavoro, sia sul territorio sia in un ambito più esteso, a livello nazionale e internazionale. Grazie ai circuiti di cui Corpi Urbani fa parte (Ciudades que Danzan, Anticorpi XL e il partenariato euro regionale) si sono sviluppati diversi progetti che hanno fornito opportunità di lavoro ai danzatori genovesi e che hanno promosso il nome della nostra città. Le prerogative di ARTU, ossia la promozione della danza contemporanea e il sostegno alla giovane creatività, si sono tradotte in azioni concrete e sostenibili che hanno generato interesse verso una forma d'arte spesso ritenuta minore e inaccessibile.
Non portiamo a Genova i grandi nomi, ma in otto edizioni di festival sono intervenuti 76 artisti/compagnie nazionali e 56 artisti/compagnie internazionali (provenienti da 16 paesi diversi), che significa tantissimo per una realtà come la nostra. Quest'anno diamo avvio a un progetto speciale di residenze coreografiche urbane che costituisce un'occasione di ricerca per gli artisti, uno strumento di osservazione della vita sociale e culturale di alcuni quartieri della città, ma anche un'importante opportunità per una cittadinanza più partecipata e integrata.
Procediamo con fermento e ci piacerebbe continuare ad appendere ghirlande alle finestre e assemblare mosaici sempre nuovi, ma per farlo, in un momento come questo, occorre un investimento a livello cittadino che possa trasformare la politica della "cultura a consumo" in una nuova necessità, il "bisogno culturale".

Eliana Amadio

hanno danzato

dove

Palazzo Ducale, Chiostro della Basilica delle Vigne, Piazza della Posta Vecchia, Via della Maddalena / vico Rosa, Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, Palazzo della Meridiana, Final Marina